Ci si illude di aver preparato il G-code perfetto, finchè non si arriva agli ultimi strati: rigonfiamenti, buchi, superfici superiori non chiuse… Cos’è successo?! Prima di disperare è bene sapere che si tratta di un problema molto comune nelle stampanti 3D, noto come “pillowing”, e si può risolvere con piccoli accorgimenti.


Il difetto si verifica quando il filamento depositato non viene raffreddato a sufficienza, causando dei rigonfiamenti in corrispondenza delle “aree vuote” del riempimento, dato che manca una struttura sottostante a cui il materiale può aggrapparsi, ed il problema è più evidente quando gli strati di chiusura sono troppo sottili. Questo comporta una superficie superiore irregolare, a volte anche con dei buchi, e ovviamente con una qualità finale scadente.

Come risolvere?

Top: la superficie finale deve essere più spessa. Non basta un solo layer per chiudere l’oggetto, solitamente servono almeno 6-7 strati. In realtà è un valore variabile che dipende anche a dall’altezza degli strati (layer height) impostata per la stampa del modello: più sottili sono gli strati, più strati finali serviranno.

Densità (Fill density): un fattore determinante è la densità del riempimento che si imposta. Per ragioni di velocità e praticità gli oggetti non vengono stampati completamente pieni, ma con densità variabili in base alle necessità e alle dimensioni del modello. Tuttavia, con una densità molto bassa il filamento si incurva o crea buchi più facilmente, a causa della distanza troppo ampia tra un punto di appoggio e l’altro. Consigliamo di aumentare la densità del riempimento in rapporto alla dimensione del modello.

Ventilazione: se il fattore determinante a creare il difetto del pillowing è il filamento ancora troppo caldo (e morbido), allora è molto importante riuscire a raffreddarlo adeguatamente prima che si deformi. Assicurarsi che durante gli strati di chiusura le ventole siano ben direzionate e attive alla massima velocità è il primo passo per correggere la situazione. Può aiutare anche abbassare la temperatura di estrusione, ma non eccessivamente, per non rischiare di alterare il flusso del filamento e causare una situazione di sotto-estrusione.